Perché volere l’indipendenza

La continua permanenza della Lombardia all’interno dello stato italiano sta continuamente soffocando e zavorrando il potenziale del nostro territorio: con la sua folle tassazione, con la sua asfissiante burocrazia e con la negligenza e corruzione del parlamento romano il nostro tessuto socio-economico è in declino.

 Proponiamo qui di seguito una serie di dati socio-economici che non hanno bisogno di spiegazioni e commenti.

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Alla luce di questi dati qualcuno potrebbe pensare che al posto di una soluzione così radicale e ambiziosa come l’indipendenza potrebbe bastare una via che “stia nel mezzo” come l’autonomia, il federalismo o la macroregione.

Purtroppo riforme in questo senso dello stato italiano non sono praticabili e la presenza per venti anni di un partito autonomista nel parlamento romano (anche al Governo con propri ministri) dovrebbe aver ampiamente dimostrato la cosa.

Se tutto ciò non bastasse a dimostrare l’irriformabilità di questo stato è sufficiente fare alcuni semplici calcoli e guardare al passato.

Per riforme come il federalismo, l’autonomia o la macroregione serve la modifica della carta costituzionale, che può avvenire solamente attraverso il Parlamento italiano, unico ente in grado di farlo.

Per l’approvazione di queste importanti modifiche ci sono due possibilità:

  • la maggioranza dei 2/3 del Parlamento;
  • la maggioranza semplice del Parlamento con successivo referendum confermativo esteso a tutte le regioni.

Nel primo caso servirebbe il voto favorevole di 630 parlamentari, quindi compresi quelli eletti nelle Regioni che grazie allo status quo godono di un trattamento privilegiato.

parlamentari indipendenza

Come possiamo vedere, anche ponendo il quasi impossibile caso che la totalità dei parlamentari eletti nelle Regioni virtuose votassero a favore di tale riforma, il numero di quest’ultimi non sarebbe sufficiente per modificare la Costituzione.

Il secondo caso si è verificato nel 2006, quando il Governo provò appunto a decentrare (in modo molto blando) lo stato attraverso la Devolution.

Ne conseguì un referendum esteso a tutte le Regioni con i seguenti risultati:

Il grafico ci illustra come solo in Lombardia e Veneto la riforma fosse approvata, mentre il parere negativo delle altre Regioni ci condannò ancora a subire inermi le conseguenze del centralismo romano, anche se la riforma in oggetto avrebbe decentrato lo stato in modo molto soft che nulla aveva a che vedere con riforme più radicali come il federalismo o l’autonomia.

Alla luce di questi dati è palese che le alternative che i cittadini lombardi possono scegliere sono soltanto due:

  • continuare a far parte dello stato italiano e foraggiare a fondo perduto la sua corruzione e clientelismo a discapito della nostra società;
  • scegliere la via democratica e pacifica dell’indipendenza, come molte altre realtà europee stanno facendo.

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