L’indipendenza in Europa

L’indipendenza è un processo che sta prendendo sempre più piede in Europa soprattutto negli ultimi anni.

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L’esempio più importante è quello catalano, dove appunto la Catalogna è a un passo dalla secessione dalla Spagna.

La Catalogna è la regione più spoliata fiscalmente da Madrid e negli ultimi anni il percorso indipendentista è stato abbracciato trasversalmente da tutta la società catalana.

Nel giorno della Diada Catalana (la loro festa nazionale) del 2012 più di un milione di persone sono scese in piazza invocando a gran voce la loro voglia di indipendenza.

Preso atto di ciò il presidente della Generalitat (che sarebbe la regione) Artus Mas ha sciolto il governo locale ed ha indetto nuove elezioni dove nella campagna elettorale di quest’ultime i partiti si sono divisi fra favorevoli e contrari all’indipendenza dalla Spagna.

Il conteggio dei voti non ha lasciato spazi a dubbi: la maggioranza assoluta degli eletti si era schierato a favore dell’indipendenza. Di conseguenza Artur Mas (favorevole alla secessione da Madrid e rieletto presidente), sta ancora oggi lavorando e intavolando l’indizione di un referendum nel quale chiederà ai catalani se vorranno ancora far parte della Spagna.

Le risposta da parte di Madrid sono state ovviamente contrarie e assolutamente liberticide appellandosi alla Costituzione spagnola (che prevede addirittura l’intervento militare in caso di minacce all’integrità della Spagna), ma i catalani ormai vogliono l’indipendenza e sanno benissimo che nel 2014 all’interno di enti come l’UE o la NATO non è possibile reprimere una volontà popolare tramite la violenza.

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Sull’onda del caso catalano, anche i Paesi Baschi (che da anni hanno abbandonato i metodi violenti) sono sempre più orientati a chiedere la completa autodeterminazione di Euskal Herria.

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Anche in Scozia nel settembre del 2014 verrà indetto un referendum per l’indipendenza dal Regno Unito, dove i cittadini saranno liberi di esprimersi su un argomento così scottante.
Il 19 settembre quindi gli scozzesi potranno decidere se autodeterminarsi in uno stato indipendente e tagliare definitivamente i rapporti con Westminster.

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Nel reame del Belgio il partito NVA, che rappresenta la componente fiamminga di quello Stato, è apertamente favorevole all’indipendenza del proprio popolo. Le nuove elezioni che si terranno a breve (a causa dei profondi dissidi non son riusciti a formare un governo belga per molto tempo) non faranno altro che confermare la volontà dei fiamminghi di separarsi dalla componente franco / vallona. 

VENEZIA 16/02/13 - I manifestanti di Indipendenza Veneta, sfilano per le calli

Anche all’interno dello Stato italiano qualcosa si sta muovendo, e il caso più degno di nota è quello del Veneto.
Nel settembre del 2012 sono state raccolte venti mila firme richiedendo l’indizione di un referendum per l’indipendenza e presentate al Consiglio Regionale.
Purtroppo la mancata presenza di indipendentisti eletti nel Consiglio Regionale ha permesso alla politica di tergiversare e non affrontare seriamente la cosa, anche se migliaia di veneti hanno dato luogo a diverse manifestazioni all’insegna dell’indipendenza.

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La rappresentanza indipendentista nei consigli provinciali e comunali del Sudtirolo è sempre stata ben corposa, e forte è il radicamento del sentimento di autodeterminazione nella popolazione.
Nelle ultime elezioni provinciali i due partiti indipendentisti hanno aumentato di molto i loro voti, sorpassando addiritura il Partito Democratico.
Un referendum autogestito da parte del movimento indipendentista SudTiroler Freiheit ha dato come risultato ben il 98% di voti favorevoli all’autodeterminazione del SudTirol.

Questa è stata una veloce carrellata dei più recenti avvenimenti, ma nel corso dell’ultimo secolo i processi indipendentisti si sono susseguiti e moltiplicati soprattutto in Europa.

Il numero degli stati presenti nel mondo all’inizio del ‘900 era di 61, mentre ora è salito a ben 195!

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