Come arrivare all’indipendenza

La storia ci ha mostrato che non esiste un unico metodo per arrivare all’indipendenza, e che ogni caso ha avuto origini e intrapreso percorsi differenti.

Come già scritto nelle altre pagine, il movimento si prefigge l’uso di metodi pacifici e democratici come successo nel corso del passato e come sta succedendo anche oggi nel 2014.

Pro Lombardia Indipendenza vuole che si eserciti il diritto all’autodeterminazione, cioè il diritto di un popolo di decidere del proprio destino; un diritto che è tutelato dalla comunità internazionale e riconosciuto dallo stato italiano.

  • Articolo 10, comma 1 della costituzione italiana: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.”
  • Lo stato italiano sottoscrive il diritto all’indipendenza di un Popolo (Patto di New York, L. 881/1977).
  • Dal febbraio 2006 diffondere l’ideale indipendentista con metodi non violenti non è più considerato un reato d’opinione (L. 85/2006)

Il diritto all’autodeterminazione si applicherà attraverso un referendum che verrà svolto nella sola Regione Lombardia e al quale potranno votare tutti i cittadini residenti nella medesima Regione.

referendum-votare-si

Se osserviamo quei casi dove la democrazia è servita al raggiungimento dell’indipendenza, vediamo che ovunque l’obiettivo è stato centrato tramite il ruolo determinante della politica, che è stata in grado di introdurre e attuare all’interno delle istituzioni il percorso indipendentista.

Per questo in primo luogo il movimento si impegnerà per propagandare la concreta possibilità che la Lombardia diventi uno Stato indipendente, evidenziando le cause e le conseguenze di questa unica soluzione, sensibilizzando tutti quei cittadini lombardi ancora convinti che lo stato italiano sia riformabile.

L’aumento dell’adesione popolare al nostro progetto si trasformerà di conseguenza in appoggio elettorale siccome è fondamentale che i cittadini lombardi votino uno o più soggetti politici chiaramente indipendentisti che entrino nel Consiglio Regionale e portino avanti il percorso di autogoverno.

Questi soggetti dovranno immediatamente far valere il proprio peso politico portando immediatamente nel Consiglio Regionale la richiesta di referendum, e in parallello continuare con tutti i propri mezzi a diffondere trasversalmente l’idea indipendentista tra tutta la società lombarda.

Se i Consiglieri Regionali indipendentisti eletti avranno la maggioranza assoluta (come nel caso dello Scottish National Party in Scozia) dovranno immeditamente fissare la data nella quale svolgere il referendum, mentre se fossero in minoranza cercare di far esprimere la maggioranza eletta sul tema in questione (caso di Esquerra Republicana de Catalunya in Catalogna).

Individuata la data per la consultazione, ogni sforzo degli eletti dovrà concentrarsi sulla propaganda indipendentista in Lombardia, mentre all’estero dovranno essere trovati partner istituzionali sovranazionali e non (accordi con UE e Stati membri pronti a riconoscere il nuovo Stato lombardo).
Dopo il voto favorevole al referendum, sarà dichiarata unilateralmente l’indipendenza della Lombardia dallo Stato italiano.

Cosa succederà dopo il referendum?

Successivamente ci sarà un periodo transitorio da uno a due anni, nel quale i lombardi continueranno a vivere come prima del referendum.
Rimarranno attivi tutti i contratti in essere, sia quelli tra privati, sia quelli tra privati ed aziende pubbliche (forniture di gas, energia elettrica etc).
Resterà invariata la validità di tutti i documenti (patenti, carte d’identità ecc.), tutte le pratiche e gli adempimenti burocratici seguiranno provvisoriamente le norme del diritto italiano, fino all’approvazione di una nuova e più efficiente normativa lombarda.
Contemporaneamente seguiranno i negoziati tra lo stato italiano e quello lombardo con la quale verranno divisi il demanio, il patrimonio edilizio pubblico, le riserve auree e di valuta estera, nonché le proprietà per la fornitura di servizi italiani ecc. La Convenzione di Vienna sulla successione tra Stati rispetto ai trattati è un trattato internazionale che regola i principi per la divisione delle suddette tematiche.
In questo lasso di tempo verrà inoltre eletta l’Assemblea Costituente che redigerà la nuova Costituzione della Repubblica Lombarda.
Una volta che la Costituzione sarà approvata tramite referendum dai cittadini, si procederà all’elezione delle nuove istituzioni politiche ed alla stesura dei vari codici (civile, penale ecc.).
Quindi si adotterà il nuovo Diritto Lombardo, abbandonando definitivamente il vecchio diritto italiano.
La Lombardia assumerà il proprio ruolo nel mondo e presenterà domanda di ammissione per diventare membro delle Nazioni Unite. Una delegazione lombarda sarà inoltre inviata presso il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea.

La Lombardia indipendente ce la farebbe?

Contrariamente a quello che pensa la maggior parte dei lombardi la Lombardia ha una popolazione superiore a oltre la metà degli stati membri dell’Unione Europea e un PIL pari o maggiore ad altri stati esistenti come Austria, Svizzera o Svezia.

La sua credibilità finanziaria verso l’estero sarebbe maggiore di adesso perchè la Repubblica Lombarda avrebbe un avanzo di bilancio, anziché un deficit come l’Italia, che permetterebbe di abbassare da subito le tasse ed aumentare la qualità dei servizi pubblici. Anche prendendo in carico una quota del debito pubblico italiano, le obbligazioni lombarde sarebbero sostenibili grazie all’enorme surplus delle nostre entrate fiscali rispetto alle attuali uscite destinate ai servizi pubblici.
La Repubblica Lombarda attirerebbe investitori e capitali stranieri grazie alla sua grande tradizione manifatturiera e ad una pressione fiscale molto più bassa, oltre al fatto di essere un stato solido economicamente: questo significherebbe ampia possibilità di crescita e ripresa dall’attuale crisi.
La Lombardia con l’indipendenza potrebbe esprimere al massimo il suo potenziale sempre più soffocato e ostacolato dalla alta tassazione e dall’invasiva burocrazia italiana.

Di seguito proponiamo un paragone fra la Lombardia, alcuni stati esistenti e altre realtà europee sempre più vicine al raggiungimento della loro indipendenza.

confronto

Un commento su “Come arrivare all’indipendenza”

I commenti sono chiusi.