La Catalogna verso il referendum

Il Parlamento Catalano ha approvato, nella serata di mercoledì 6 settembre, la legge che ufficializza il referendum per l’indipendenza, da tenersi il prossimo 1 di ottobre. Come era prevedibile, il governo spagnolo impugnerà la legge davanti alla corte costituzionale spagnola, che la dichiarerà contraria alla carta costituzionale. Con ogni probabilità, verrà iniziata una procedura di indagine contro la presidentessa del parlamento catalano, Carme Forcadell, per aver permesso che una simile legge fosse discussa ed approvata.

Poco male, le istituzioni catalane hanno già ignorato diverse delibere della corte costituzionale, faranno lo stesso anche in questo caso. La Catalogna, da ieri sera, è diventata un’entità politica “indipendente”, dal momento che nega la legittimità delle istituzioni spagnole che cercano di impedire il referendum indipendentista. Inoltre, è stata approvata anche la legge di transitorietà giuridica, ovvero una legge che entrerà in vigore in caso di vittoria dei Sì all’indipendenza e che traghetterà la repubblica catalana verso l’approvazione di una nuova costituzione.

No, non basteranno gli strali di Rajoy, o le dichiarazioni della Corte Costituzionale a fermare il processo catalano. Se Madrid vorrà riaffermare la propria sovranità sulla Catalogna dovrà farlo in modo diverso. Vi sono due alternative: confermarsi un regime democratico e lasciar votare il popolo catalano, impegnandosi al contempo in una campagna a favore del No; o abdicare alla propria natura di democrazia europea ed intervenire militarmente in Catalogna, arrestando i politici catalani e preparandosi a degli scontri di piazza.

Tertium non datur.

 

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Nel frattempo, la politica catalana sta impartendo una lezione al mondo; sta dimostrando come una politica coscienziosa, preparata e determinata possa affrontare e superare ostacoli che parevano insormontabili, come un governo ed una costituzione avversi, un concerto europeo diplomaticamente a difesa degli interessi di Madrid, un assetto continentale che sembrava immutabile. Invece basteranno delle urne di cartone, delle bandiere, ed un inno urlato a squarciagola per abbattere un nuovo muro di Berlino. Per portare l’Europa in una nuova fase della sua storia.

Noi, da lombardi e da indipendentisti, saremo presenti alla Diada del prossimo 11 settembre, così come al referendum di ottobre. Per manifestare il nostro supporto al popolo catalano. Per imparare da loro come ci si libera da uno stato che non rispetta il “diritto di decidere” dei suoi cittadini.

Per traghettare la Lombardia nella nuova Europa.

Ara és l’hora

Juri Orsi